IRONIA E ARTE DI ARRANGIARSI: TUTTO IN “AFFARI DI FAMIGLIA”

L’ironia è una dote innata. Poi, con costante esercizio di lettura – ironica, s’intende – può raggiungere livelli altissimi e picchi inimmaginabili.

E’ ciò che accade ogni qualvolta un romanzo di Francesco Muzzopappa vede la luce: si assiste a vicende che accadono tutti i giorni a tutti noi. Eppure lui sa raccontarle meglio!

E proprio perché il suo far ridere sembra facile, naturale, quasi come bere un bicchier d’acqua, certamente non lo è.

Dietro ogni descrizione, frase ad effetto, citazione e/o commento sarcastico, si nasconde la fatica di averla fatta venir fuori così, ad arte. E se solo provassimo a fare lo stesso, capiremmo che non è tanto scontato, né spontaneo, né naturale. E oltretutto bisogna pure conoscere la consecutio temporum.

Affari di famiglia: amore, soldi e … rapimenti

In Affari di famiglia, l’autore ha messo molto di tutto quanto detto sopra.

La Contessa Maria Vittoria dal Pozzo Della Cisterna è un’ algida, sarcastica, ricca aristocratica decaduta.

La prematura morte del marito Amedeo, la crisi finanziaria  e alcuni investimenti sbagliati l’hanno costretta ad abbandonare gli antichi fasti per uno stile di vita, come dire, più oculato.

Vive nel palazzo di famiglia ormai ridotto al puro scheletro di quello che era nelle epoche d’oro: il giardino è diventato un labirinto inestricabile di rami dove le rose boccheggiano – per non dire che sono prossime ad esalare il loro ultimo respiro – i tavoli in alabastro hanno lasciato il posto a discutibili supporti in truciolato,  la fine pasticceria di Baratti&Milano è stata sostituita dalle più economiche Gocciole.

Ma soprattutto dei 18 domestici che popolavano il palazzo ne è rimasto solamente uno: Orlando, il fidato maggiordomo con la passione per la nobile arte della poesia.

Ora, se il solo cruccio della contessa fosse amministrare con attenzione le finanze vendendo di tanto in tanto pezzi degli antichi splendori in cambio di un po’ di denaro contante, sarebbe tutto nella norma. Chi, in fondo, non ha mai avuto qualche problema di liquidità?

Le nuove generazioni e gli affari di famiglia

Il problema vero è il giovane rampollo, Emanuele.

Privo di talenti e attitudini, tenta la strada di Veterinaria, poi Matematica, Biologia, scultura creativa e infine Architettura, che riesce inspiegabilmente a terminare seppur dopo un periodo di tempo indiscutibilmente lungo.

Lo aiuta il bell’aspetto che però il giovane si impegna a nascondere in tutti i modi con scarpe al limite della decenza e pantaloni indegni di tale nome.

Emanuele, totalmente privo di cognizioni spazio temporali vive come un oligarca russo multimilionario che ha appena vinto una qualche lotteria: abita in un attico che non può permettersi, in cui organizza feste che non può pagare per la gioia della sua nuova fidanzata a cui ha regalato un seno nuovo di zecca del valore di 18.000 euro che naturalmente non ha.

In perenne attrito con sua madre che lo vorrebbe più elegante, più attento, più nobile (anche e soprattutto nell’animo) ed in buona sostanza più intelligente, arriva ad una rottura totale quando decide di regalare il Koh-i-Noor, uno dei diamanti più importanti del mondo: 105 carati di proprietà della famiglia dal 1887, alla fidanzata succhiasoldi di turno, tale Ludmilla Coprova.

Affari e famiglia sull’orlo del fallimento

Come impedire, dunque, che accada la catastrofe?

Trasformando ogni ostacolo in un’opportunità!

Come quando la contessa, in banca per fare il punto sui conti, rimane vittima di una rapina con successivo sequestro. La prima messa in atto dal celebre Rapinatore Educato, il secondo pensato, attuato e interpretato da lei stessa.

In Affari di famiglia un happy ending senza alcuna nota stonata. Con, anzi, una morale degna delle migliori favole dei fratelli Grimm: la nobiltà d’animo e l’ aristocrazia dei sentimenti prescindono il rango di nascita e il conto in banca.

E la contessa è tale sebbene le sue finanze siano ginocchio.

Cosa leggere: Affari di famiglia. Quando leggere: a colazione, perché ci farà venire sicuramente voglia di frolle di Baratti& Milano. Per colazione. Come leggere: con calma, per assaporare la vena sarcastica della contessa, costruita dall’autore con estrema cura e attenzione, attingendo da sé stesso e dagli autori che sono la sua maggiore ispirazione.

Affari di famiglia di Francesco Muzzopappa Fazi Editore prezzo versione cartacea € 14,90/ e-book € 4,99

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