HEIDI SIAMO TUTTI NOI: ECCO PERCHÈ LEGGERLO!

Heidi – Chiara è una trentacinquenne stressata dalla routine, dal lavoro, dal suo capo, dai colleghi che la tampinano.
E dal personale della casa che ha in cura il padre, con demenza senile galoppante e attacchi d’ira improvvisi. Ma così improvvisi che un attimo prima conversa amabilmente con armadi, sedie e altri complementi d’arredo e l’attimo dopo sta tirando, che so, una lampada ad una infermiera che ha disturbato il suo eloquio.

A causa di uno di questi episodi ‘violenti’ Massimo Lombroso, autorevole, stimata e temuta penna del Corriere, viene messo fuori dalla struttura. Il che equivale a dire dentro casa di Chiara, che essendo figlia unica di padre vedovo, non può far altro che assumersi carico e responsabilità dell’uomo, ormai proiezione dello stato puerile del critico letterario che è stato un tempo.

Inizia così un susseguirsi di eventi che vanno dal grottesco al tragico, passando per l’inevitabile tragicomico che riguarda tutte le persone alle prese con una esistenza indipendente (Chiara) e non (Massimo): in primis la selezione di una infermiera per Massimo e l’ideazione di nuovi format che potrebbero decidere il futuro lavorativo di Chiara; a seguire un capo misogino e ottuso, e poi Thomas: infermiere specializzato, studente di medicina, giovane appassionato della vita che inspiegabilmente si appassiona anche a Chiara.
Che invece è approssimativa, anaffettiva e dipendente da psicofarmaci acquistati online.

Accadrà qualcosa tra loro e poi accadrà qualcos’altro che turberà l’idillio, come è giusto che sia.

Ma ci sarà il lieto fine che tutti ci aspettiamo dai libri di Muzzopappa: per il rapporto tra Chiara e suo padre, tra Chiara e Thomas, tra Chiara e tutti quelli che popolano la Videogramma, società di produzione per cui lavora. Un lieto fine con spunti interessanti. Il primo e più importante ha a che fare con il lavoro che ci assorbe del tutto, facendo spesso dimenticare che la vita è composta anche da altro. E il lavoro dovrebbe appunto servire a finanziare questo altro, non diventare il tutto di ogni singola giornata. Il secondo più che uno spunto è una provocazione che mira a mettere in evidenza il trash che ultimamente gira in tv: dalle malattie imbarazzanti, ai malati di pulito, al boss di qualunque cosa. Si sfornano trasmissione con alti picchi di share e casi umani.

Oltre alla scrittura sempre fluente e piacevole dell’autore, nota di merito è costituita dalla delicatezza con cui viene affrontata la tematica delicata delle malattie neurodegenerative, che sono infime, e costringono alla schiavitù tanto chi ne è affetto quanto le persone che sono vicine.
Non è un caso che il signor Lombroso, Massimo, citi a menadito autori del passato e vecchi colleghi da lui stesso stroncati in questo o quell’altro editoriale e non ricordi il nome di sua figlia, che ostinatamente continua a chiamare Heidi.
Lo stesso Thomas diventa Peter e da qualche parte nella sua mente ci sono anche Clara, Fiocco di neve, la signorina Rottermeier e l’immancabile Nebbia.

Cosa leggere: Heidi. Quando leggerlo: subito, e sarà comunque troppo tardi perché avrete perso ore preziose che avreste potuto dedicare alle risate. Come leggerlo: lasciandosi accompagnare dall’autore, che ci farà alternativamente ridere a crepapelle e commuovere.

Photo by Amy Treasure on Unsplash.

Heidi di Francesco Muzzopappa Fazi Editore prezzo versione cartacea € 15,00 / e-book € 6,99

 

2 pensieri su “HEIDI SIAMO TUTTI NOI: ECCO PERCHÈ LEGGERLO!

    • pickabookstuff483848617 ha detto:

      A mio avviso Muzzopappa ci salva dal “prenderci troppo sul serio”.
      Ed è verissimo quello che scrivi: leggero, mai banale grazie ad un uso dell’umorismo non improvvisato ma appreso da autori come Sterne e Swift.

      Mi piace

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