UN’ ESTATE AL SUD: E TU SPLENDI

Inizio estate. Siamo ad Arigliana, paese sperduto della provincia di Matera, Basilicata.

Pietro e Nina sono due bambini che ogni anno partono da Milano, dove i genitori sono emigrati per trovare un lavoro dignitoso, alla volta di questo microcosmo composto da 50 case di pietra, un torrente ormai secco e una vecchia torre arroccata su una collina; vengono qui per trascorrere l’estate con i nonni materni.

Quella narrata in E tu splendi è un’estate diversa da tutte quelle precedenti e da quelle che verranno: Pietro e Nina hanno appena perso la mamma e sono alla ricerca di un modo infantile e innocente per elaborare la perdita. Forse non hanno ancora realizzato che si tratta effettivamente di una perdita. Non la sentono come tale; in particolare Pietro, che avverte ancora un legame fortissimo con la mamma che è andata via per aspettarli in un posto migliore di quello dove hanno vissuto fino ad ora.
Ma quella sarà un’estate diversa per tutti perché per la prima volta ad Arigliana, oltre a Pietro e Nina, arriveranno altri forestieri: stranieri, scuri, diversi.

E tu splendi è la storia di un paesino della Basilicata, il Sud di Carlo Levi: “Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né la speranza, né la ragione, né la storia” e nè potrà giungere altro di nuovo finchè le persone che lo abitano non saranno disposte ad accettare e ad accogliere il diverso e ciò che non conoscono.
E’ una sorta di Cristo si è fermato ad Eboli dei giorni nostri: le difficoltà, l’arretratezza, le credenze popolari ed i continui riferimenti alla magia nera (la Menzasignor’) che occlude tutte le menti, siano esse di contadini o di stimabili professionisti.
Ma soprattutto: la lotta per le terre, unica vera ricchezza di chi vive di agricoltura, le vessazioni subìte dai più deboli e l’impossibilità di ribellarsi per la paura di ritorsioni che non sono punite neanche dalla legge. Perché coloro che dovrebbero attuarla sono corrotti, soggiogati e minacciati dalla prepotenza della ricchezza.

In questo scenario che a tratti indigna ed in altri commuove, si insinua la crescita personale di Pietro, che elabora il lutto per la perdita di una madre che non ha fatto in tempo ad insegnare ai suoi figli tutto ciò che avrebbe voluto, ma che parla loro attraverso la storia, la tradizione e la memoria dei luoghi che l’hanno vista crescere.

La memoria di Rosi lascia a Pietro l’insegnamento più importante: quello di non arrendersi allo stato delle cose, non farsi intimidire da chi cerca di prevaricarlo con prepotenza e sopprusi; bisogna di vivere con pienezza e gioia, con allegria e senza lasciarsi mutilare dalla fermezza dell’ignoranza e dalla pigrizia di quelli senza passione.
Ti diranno di non splendere. E tu splendi invece.

Cosa leggere: E tu splendi di Giuseppe Catozzella. Quando leggerlo: con il caldo torrido tipico delle estati del Sud, che aiuterà ad immedesimarsi nei luoghi della narrazione. Come leggerlo: a cuore aperto, pronti ad indignarsi e commuoversi insieme.

E tu splendi di Giuseppe Catozzella Edizioni Feltrinelli prezzo versione cartacea € 16,00/ e-book € 9,99

Photo by Rose Erkul on Unsplash

4 pensieri su “UN’ ESTATE AL SUD: E TU SPLENDI

    • pickabookstuff483848617 ha detto:

      Si, mi pare che ultimamente stia venendo fuori una buona ‘penna giovane’.
      Mi é rimasta però qualche perplessità sul modo in cui ha scelto di chiudere: tanto la conclusione della vicenda quanto la scrittura e il tono.
      Ma non voglio ti anticiparti nulla.

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  1. pieramereu ha detto:

    E insomma l’ho letto
    Ho trovato molto coraggiosa la scelta di usare la prima persona, di far parlare solo il punto di vista di un bambino
    E mi è sembrato anche che questa scelta non stanchi il lettore, come a volte accade
    Certo il paragone con Carlo Levi è azzardato …la distanza fra questo romanzo e Cristo si è fermato a Eboli è siderale
    Certo avrei gradito uno sguardo più attento al tema centrale, l’emigrazione, la percezione del diverso
    E questo forse è l’unico appunto che posso fare

    Piace a 1 persona

    • pickabookstuff483848617 ha detto:

      Il punto di vista del bambino è a mio avviso fondamentale per rendere la storia diversa da quanto già letto su Basilicata, Sud, emigrazione, tema del diverso. Paragone con Levi azzardato, ma attinente. Sappiamo che un altro Cristo si è fermato a Eboli non sarebbe possibile, e allora cerchiamo di trovare qualche ipotetico erede.

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