EMANCIPAZIONE E SCOPERTA: L’ASSAGGIATRICE, DI GIUSEPPINA TORREGROSSA

L’assaggiatrice è un storia di emancipazione femminile in Sicilia.

Anciluzza è una casalinga. Colta e laureata, non ha mai fatto nulla di diverso dal mandare avanti casa e famiglia: il marito non aveva voluto che lei lavorasse dopo il matrimonio e del resto non ce n’era mai stato bisogno.
E del bisogno di realizzazione e autonomia aveva imparato a fare a meno anche Anciluzza stessa, che con amore e dedizione aveva scelto di prendersi cura di Gaetano e delle loro due bambine.

Solo che in una mattina come tante Anciluzza scopre di essere stata abbandonata dal marito. Quello stesso marito che le aveva promesso eterno amore e reciproco appoggio.
Gaetano è sparito senza alcuna ragione apparente, lasciandola con un mutuo e due figlie piccole.
Ma soprattutto abbandonandola alle malelingue di paese che per una sorta di atavico retaggio culturale addebiteranno le colpe della fuga proprio a lei, che invece ne è solo vittima inconsapevole.

Dotata di forza e potere di gran lunga maggiori di quanto lei stessa sia disposta ad ammettere, Anciluzza fa della tragedia un riscatto personale e sociale, e con l’aiuto di sua sorella e pochi amici tornerà a splendere, scoprendo l’enorme potenziale di cui è dotata.
L’assaggiatrice è un romanzo che si legge tutto d’un fiato: perché vogliamo capire dove e perché è andato Gaetano e cosa farà Anciluzza di ogni nuovo giorno di guadagnata emancipazione.

In realtà sono abbastanza certa che la Torregrossa abbia scritto di meglio: probabilmente di un miglior intreccio, di personaggi meno banali, di finali meno ‘scontati’. Ma credo anche che la scrittura non debba essere sempre altissima e impegnata. Sono necessarie storie così, scritte in questo modo: con accoppiate già viste di piaceri di cibo e carne, con una Sicilia bellissima che ci fa sognare mare blu e vento caldo, con vite di paese assonnate e un po’ pettegole “sconvolte” da donne che si liberano dalle catene e dalla paura delle maldicenze.

I capitoli cadenzati dalle ricette dei piatti che Anciluzza prepara per questo o quest’altro ospite sono interessanti spunti culinari. É difficile che la tradizione siciliana sbagli, quando si tratta di buon cibo.

La scrittura è fluente e piacevole, con qualche intrusione dialettale tipica della Sicilia che amiamo e ben adattata al resto. Anzi, qualche termine più simpatico di altri lo porteremo con noi anche nei giorni seguenti, quando saremo passati con ogni probabilità ad un’altra lettura, ad un’altra storia, e ad un’altra protagonista.

Cosa leggere: L’assaggiatrice, ma soprattutto altro di Giuseppina Torregrossa. Quando leggerla: quando abbiamo bisogno di una pausa da letture troppo impegnative, da storie troppo infarcite, da personaggi troppo articolati. Come leggerlo: con la stessa passione che la protagonista mette nella preparazione dei piatti della tradizione siciliana.

L’assaggiatrice di Giuseppina Torregrossa Editore Rubbettino prezzo versione cartacea € 16,00 /e-book € 7,99

Photo by Edgar Castrejon on Unsplash

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