LA VERITA’ SUL CASO HARRY QUEBERT: UN BEL GIALLO AMERICANO

Di certo lo abbiamo visto sugli scaffali o nelle vetrine delle librerie, ed in effetti non abbiamo potuto evitare di guardarlo (bell’immagine di copertina!) e sfogliarlo (anche solo per controllare la dimensione dei caratteri).
Incerti circa il contenuto e forse scoraggiati dal volume del volume – 700 e più pagine – alcuni hanno preferito lasciarlo lì dov’era altri lo hanno preso e portato coraggiosamente in cassa.
Un libro ad uso e consumo di lettori più convinti, o semplicemente più coraggiosi.

Vediamo di scoprire qualcosa in più su Harry Quebert e sul caso che lo ha interessato per 700 pagine e oltre, sperando che al termine di queste ci attendano un lieto fine ed il nome del colpevole!

LA VERITA’ SUL CASO HARRY QUEBERT: TRAMA

La verità sul caso Harry Quebert è un giallo ambientato nella cittadina di Aurora collocata dalla fantasia del giovane autore nello stato del New Hampishire, a cavallo tra il 2008 e il 1975.
1975: Nola una ragazzina di 15 anni studentessa e figlia modello scompare nel nulla in un normale pomeriggio di fine estate.
Nessuno sa cosa sia accaduto, e tra tante piste possibili, si sceglie di non seguirne alcuna.
2008: nel giardino di Harry Quebert, scrittore, docente e – si scoprirà – amante di Nola, viene trovato il corpo della ragazza.
Cosa è successo nel lontano trentatré anni prima?
Chi ha ucciso Nola? E perchè?
Ad indagare Marcus Goldman, pupillo e grande amico di Harry, scrittore in piena crisi creativa, convinto dell’innocenza del suo mentore.

LA VERITA’ SUL LIBRO DEL CASO HARRY QUEBERT

Un giallo con molti personaggi ed un intreccio consistente.
Una storia scritta bene che patisce qualche incertezza di traduzione: una o due ripetizioni e l’abuso di termini di nicchia a discapito di alcuni altri, più comuni ma forse più calzanti.

Però finalmente un autore giovane che è piaciuto e che speriamo abbia di più e di meglio da raccontare: evviva il giallo ed evviva le storie che si snodano in maniera complessa, ma possiamo e dobbiamo augurarci che scelga di cimentarsi in qualcosa di diverso. Preferibilmente più breve di 700 pagine, ad esempio.

Si è detto che Joel Dicker, il trentatreenne svizzero autore del caso Harry Quebert, somigli ad un giovane Don Brown: tanto per la vena creativa quanto per la sceneggiatura di fatti e lo spessore dei personaggi.

Questi ultimi, nel caso di Dicker, risultano addirittura più credibili di quelli del celeberrimo creatore de “Il Codice Da Vinci” ,e le situazioni più realistiche dal momento che lasciano spazio a colpi di scena ancora possibili e non troppo inverosimili.

Non è spoiler rivelare che, alla fine, il colpevole non è quello che abbiamo creduto nel corso della narrazione.
E comunque più volte cambieremo opinione nel corso della narrazione.

Bella l’ambientazione, micro e macro, e bello poter sognare che il lavoro di uno scrittore consista nel sedersi ad una scrivania fronte mare e creare delle storie.
Oltre a regalarci un bel giallo Joel Dicker ha saputo anche farci sognare.

Ma c’è di più.

In questi giorni si sta molto parlando della miniserie tratta dal libro: tra i protagonisti il molto amato e mai dimenticato Dottor Stranamore di Grey’s Anatomy, Patrick Dempsey.

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