L’amica geniale: perchè leggerlo? Qui tutte le risposte

L’amica geniale, scritto da Elena Ferrante, tradotto anche per il Regno Unito e gli Stati Uniti, rappresenta uno dei casi editoriali più apprezzati e discussi degli ultimi anni.

La serie L’amica geniale, diretta da Saverio Costanzo e tratta dall’omonimo romanzo, è stata una dei prodotti televisivi meglio riusciti del 2018. Tant’è vero che già sono iniziati i lavori preliminari della serie successiva.

Il merito è senz’altro della regia e dell’ottimo lavoro svolto dalla prima all’ultima persona coinvolte nella lavorazione: attori, tecnici e maestranze.

Tuttavia la menzione più grande va al testo da cui la serie è stata tratta e da cui ha attinto con grande fedeltà, tanto nei fatti quanto nelle sfumature di ambientazioni e personaggi.

L’amica geniale – libro è stato una base di partenza praticamente perfetta: c’era una storia, c’erano protagoniste, co-protagonisti, comparse, luoghi, tempi.
Scommetto che il lavoro di riscrittura, quello necessario a rendere il romanzo una sceneggiatura, è stato facile e lineare come poche volte accade.

Per me L’amica geniale è stata una scoperta tardiva e quasi forzata.
L’ho vista tante volte in libreria, eppure non l’ho mai comprata.
Non so se a spaventarmi fosse la copertina, o la fama che precedeva il libro, o un pregiudizio infondato e tuttavia forte. Non avevo neanche capito fosse una tetralogia, tanto me ne disinteressavo.
Credevo che le varie “Storia di…” fossero soltanto altre storie che la Ferrante sfornava con rapidità encomiabile.

Poi ho visto la serie di Rai 1, e dopo un primo approccio non esattamente entusiastico, ho dovuto ricredermi.

Sì. Ho visto prima il film. Poi ho acquistato il libro.
Quando ormai già tutti ne parlavano e incalzavano domande circa la scrittrice che si nascondeva dietro lo pseudonimo meglio nascosto di sempre.

E tuttavia questo chiacchierare non ha mai svelato troppo, forse perchè è impossibile dirne troppo a chi non si è accostato a queste letture.

Dunque ne avevo sentito dir bene senza realmente riuscire a percepirne l’intensità e lo spessore.

Un libro, anzi quattro, grandi sotto vari punti di vista: la tematica innanzitutto.

A seguire l’ambientazione, i personaggi, il realismo narrativo che riesce ad essere raffinato seppur intriso di termini violenti, a volte volgari.

Non ultima, l’autrice, Elena Ferrante, con il più che riuscito intento di far parlare le sue opere e i suoi personaggi prima del suo nome, la sua fama, il suo personaggio di autrice.

Un’opera bellissima che percorre la storia di Lenù e Lila dall’infanzia fino alla vecchiaia, alternando fasi di vita normalmente vissuta ad episodi improvvisi e determinanti.

Anche sul finale non mancherà di stupire con colpi di scena adeguati al tono, ai protagonisti per come sono diventati, a Napoli per come la ritroviamo.

Certo, una lettura totalizzante, che non risparmia colpi di scena nè lascia margini di scelta: una volta iniziata costringerà a proseguirla.

Vediamo insieme quali sono i punti forti de L’amica geniale.

Cosa piace tanto? Quali caratteristiche riescono ad incontrare gusti e curiosità di adolescenti, donne adulte e lady di ferro della politica internazionale (vedi Hillary Clinton)? Cosa può realmente accomunare lettrici diverse per generazione provenienza?

#L’amicizia 

Innanzitutto il tema: l’amicizia tra due donne nate e cresciute nello stesso luogo e nello stesso ceto sociale, che si affacceranno alla vita in maniera parallela e differente.

Il parallelismo di scelte e atteggiamenti le accompagnerà fino all’epilogo, forse confermando ciò che era chiaro dall’inizio.

Non è il primo libro che sceglie l’amicizia quale tematica portante, ma probabilmente, è uno dei pochi che cerca di ripercorrerla dall’inizio alla fine, mostrando ogni sfaccettatura esistente, nel rapporto e nelle persone.

Elena, per tutti Lenù, è una ragazza intelligente, garbata in ogni sua manifestazione espressa con la voce o con il corpo. Inoltre è bella: capelli biondi, occhi azzurri, viso d’angelo.

Lila è scura e spigolosa, magra e parecchio più piccola delle sue coetanee. È squilibrata in tutto: ad un corpo minuto contrappone personalità e grinta maggiori di Elena, maggiori di quelle del fratello più grande Rino, maggiori persino della prepotenza dei Solara, i bulli del rione.

Condurranno due vite contrapposte. una per lo più fuori dal rione, l’altra dentro quello stesso rione che l’ha forgiata grazie al fuoco di mille battaglie per la sopravvivenza. E contrapposte continueranno a crescere nell’aspetto e nelle molteplici sfumature delle personalità che svilupperanno.

Allo stesso modo il loro rapporto sarà fatto di alti e bassi, di amore e odio, di incomprensioni e di granitiche consapevolezze, di ricchezza estrema e di altrettanto estrema povertà.

In cosa è quindi diverso questo libro?
Rispetto agli altri che pure hanno affrontato questo tema

#Il Rione 

Altro tema portante: il rione.

Geograficamente identificato con il Rione Luzzatti nel quartiere di Gianturco, periferia Est di Napoli, costituisce una parte fondamentale e imprescindibile nella storia delle due donne.
Nel tentativo di sottrarsi alle logiche dello stesso e crearne delle nuove, Lila e Lenù da adolescenti imboccheranno strade che le porteranno a diventare le donne di cui leggeremo.

Gli stagni, la biblioteca comunale, la salumeria Carracci, il bar Solara, i giardinetti e il tunnel che sembra condurre in luoghi lontani e immaginati esistono – anche se non tutti – e sono esattamente come descritti.

Qui un suggestivo viaggio nei luoghi del romanzo!

#La famiglia

La famiglia, durante lo snodo delle vicende ha una grande importanza

Lenù è ossessionata dalla andatura zoppa di sua madre Immacolata: teme in maniera incoscente e irrazionale che questa possa trasmettergliela osmoticamente attraverso qualcuna delle sue sfuriate, il più delle volte ingiustificate.

Lila, all’interno della sua famiglia, sembra essere l’unica consapevole della fragilità di suo fratello, affannato dallo stato di povertà economica in cui vivono e accecato dal miraggio di diventare ricco, in qualche modo. Seppur a discapito di qualcuno.

La famiglia Serratore, farà da contorno alle vicende del rione pur senza appartenere più a quei luoghi. In alcuni frangenti, i figli del ferroviere – poeta Donato, e Donatos stesso, ricopriranno ruoli di primo piano e anzi saranno loro stessi le circostanze che determineranno le scelte e le vicende delle due ragazze.

# L’amore

Altro tema portante, seppur secondario rispetto al legame della due ragazze, è l’amore.

Il trascorrere degli anni e delle fasi della vita dei protagonisti viene raccontato anche attraverso i modi diversi di concepire e vivere i sentimenti e le relazioni.

Vedremo Lila che lo piegherà e manipolerà come il suo carattere di donna forte e fragile allo stesso tempo le imporrà di fare. Elena dal sentimento si lascerà guidare e sopraffare.

Le altre amiche d’infanzia, anche loro dovranno scendere a patti con la deteriorabilità dei sentimenti, con lo sfiorire della passione, con la prevalenza di altre logiche, più materiali.

Sarà, di volta in volta, l’amore per un uomo, per i propri genitori, in figli e gli altri membri della famiglia: in ogni caso esprimerà il tempo presente, contravvenendo a convinzioni ritenute inaccettabili fino a qualche tempo prima.

L’evoluzione verrà narrata attraverso molteplici canali, che insieme concorreranno a tracciare le storie di vita complesse e a volte dolorose di tutti gli abitanti del rione.

Gli spoiler non sono ammessi, quindi ora – a chi non l’ha ancora fatto – non resta che leggere le storie, anzi la storia!

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