Cinque tibetani per sostituire la palestra!

La palestra è uno dei buoni propositi di gennaio, un nuovo inizio ogni settembre, un last minute di giugno.
È quella sana abitudine che tutti vorremmo avere ma una promessa che pochi realmente riescono ad onorare.

Eppure fa bene.
A fine lezione, quando le gambe formicolano e le braccia..boh.. Perché c’erano pure le braccia?

Eppure aiuta le relazioni interpersonali, cioè fa conoscere gente.
Anche lì: solo a fine anno, quando si organizza l’abituale festa della palestra durante la quale si riprendono a suon di monito tutti i kili faticosamente smaltiti durante l’anno.

Eppure rilassa.
Solo se fai yoga.
Anzi no, manco se fai yoga. Io una volta avevo un maestro che mi impediva di bere durante i 90 – sì 90, NOVANTA – minuti di lezione e mi separava dalla mia vicina-amica.
Come a scuola, pure peggio.

Quindi no, la palestra non è affare da poco conto.
È un impegno da rispettare, una intenzione da trasformare in azione, una motivazione da trovare.
Io non trasformo, non trovo, non cerco.
Rispetto, ma – come appare ormai ovvio – non la palestra.

E qui, eh eh, entrano in gioco i libri.

Io non credo alla disciplina, nè al fai da te, meno che mai al datti una regola.
Quindi di libri a tema palestra-forma-benessere ne ho pochi, pochissimi, forse 2-3.

Ora li conto.

7.

Che in una libreria che ne ha almeno 27 volte 7 sono pochini. Una goccia nel mare.

Peró.

Peró tra questi 7 ne ho ben 2 che ho letto più volte e che consiglio a palla de foco (cit. Piera) ogni qualvolta se ne presenta l’occasione.

Sono I 5 tibetani, volume 1 e 2, versione breve e versione (più) lunga con aggiunta del sesto e del settimo.

Cosa sono i 5 tibetani?

I 5 tibetani sono degli esercizi di stretching, isometria e respirazione riconducibili allo yoga.

Sono faticosi? Sembra di no e invece sì, eccome.

Sono efficaci? Sembra di sì e infatti sì.

E non solo alla forma fisica.

Fanno bene al benessere fisico e mentale generale, all’equilibrio, alla digestione, alla riduzione di ansia e stress, al rendimento, all’empatia poiché riallineano è regolarizzano il movimento dei nostri chakra.

Ma soprattutto aiutano a rimanere giovani perché i 5 tibetani sono, rullo di tamburi, la vera fonte della giovinezza.

Chi ha scoperto i 5 tibetani?

Il primo a diffondere i riti e i benefici della loro pratica è stato Peter Kelder, autore dei volumi sopra citati, stampati per la prima volta nel 1939.

Kelder racconta di essere venuto a conoscenza dei 5 tibetani attraverso un colonnello britannico ormai in pensione.
Il colonnello in questione riteneva di aver trovato la fonte della giovinezza in un convento di lama – questo il nome dei monaci tibetani – sperduto sull’Himalaya.

Questi esercizi, praticati quotidianamente in abbinamento ad un regime alimentare sano e al lavoro che si svolge ordinariamente in campagna , mantengono giovani corpo e mente.

Lo stesso Kelder che ha incontrato più volte il colonnello, anche a distanza di tempo, confessa di aver notato miglioramenti eccezionali e addirittura in una occasione ha stentato a riconoscerlo a causa del vigore fisico, della camminata scattante e dei capelli tornati all’originario castano.

Cosa sono i chakra?

I chakra sono centri di energia simili a vortici che in condizioni ottimali ruotano simultaneamente e alla medesima velocità diffondendo energia (prana) dall’interno verso l’esterno.
Lungo la colonna vertebrale è possibile individuarne 7:

  • corona
  • fronte
  • gola
  • cuore
  • plesso solare
  • sacrale
  • radice

Essi si trovano in corrispondenza di quelle che conosciamo come ghiandole indispensabili al funzionamento del nostro corpo: ghiandola pitutaria, ghiandola pineale, tiroide, timo, pancreas, gonadi e ghiandole surrenali.

I 5 tibetani vanno ad agire su queste ghiandole/chakra riequilibrandone movimento e attività e determinando uno stato di salute ottimale dal punto di vista fisico, mentale ed energetico.

Come praticare i 5 tibetani?

Per la pratica potrei sbizzarrirmi in dettagliate descrizioni e spiegazioni, ma credo che la spiegazione migliore si trovi nei testi.
Ci sono parole e immagini, e aneddoti che aiutano la comprensione dei riti e l’avvicinamento agli esercizi.

Inoltre, nel secondo volume, sono contenuti preziosi consigli alimentari basati sulle abitudini dei monaci presso cui i tibetani sono stati scoperti.

Per ogni pasto poco cibo, incontaminato e separato da altre categorie alimentari.
Ad esempio NO a carboidrati, proteine, verdure,zuccheri all’interno dello stesso pasto. Meglio, invece, riso a pranzo. Verdure o proteine a cena.
Insomma, piramide alimentare ciao.

I 5 tibetani: per quanto tempo?

La pratica dei 5 tibetani richiede pochi minuti al giorno, purchè sia costante e ripetuta. Bastano 10 minuti per cominciare. Poi, con l’aumentare delle ripetizioni, aumenterà il tempo necessario allo svolgimento.

E’ preferibile seppur non indispensabile, praticare di mattina appena svegli e prima della colazione. In realtà si può scegliere l’orario migliore a condizione che non sia dopo pranzo.

Ogni rito prevede 21 ripetizioni ma, questo numero è da considerare un punto d’arrivo.
L’ideale è partire con 3 ripetizioni per poi aumentare fino a raggiungere le 21 ripetizioni.
Bisognerà aumentare le ripetizioni due alla volta per far sì che rimangano in numero dispari fino al raggiungimento delle 21 raccomandate.

Ho praticato personalmente i 5 tibetani ai tempi dell’università: stavo ultimando gli esami e preparavo una tesi che si sarebbe dimostrata più ostica di quanto immaginato.

La disciplina e la volontà di esercitarmi tutte le mattine prima della prima colazione non è durata a lungo, ma in quel periodo ho realmente riequilibrato le mie giornate.
Studio, palestra, uscite serali: tutto è quadrato alla perfezione ed io ho vissuto una fase della mia vita in cui ho trovato tempo per fare qualsiasi cosa.

Ah sì, ho pure lavorato. Ma in quel modo piacevole senza schavitù nè abitudine, tanto meno guerre per il salario.

Bello il lavoro, ancor più bella la sede – un casolare ristrutturato appena fuori dal centro storico di Perugia – orario comodo e colleghi simpatici, pure troppo.

I 5 tibetani hanno fatto bene e portato bene perciò io li consiglio.
Ne consiglio la lettura, poichè in ogni caso ne usciremo più informati.
Ne consiglio la pratica, poichè comunque vada e a prescindere da quanto duri, ne usciremo più informa. In forma.
Impareremo a respirare. Impareremo a girare su noi stessi senza perdere l’equilibrio.
E soprattutto impareremo la posizione del cane a testa in su/cane a testa in giù.

Photo by Artem Bali on Unsplash

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