Leggere narrativa italiana: L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio

L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio è stato un regalo di Natale, uno dei miei preferiti, direi.

Uno di quei libri di uno spessore che non intimorisce.
Uno di quelli che quando compri pensi ” se anche non dovesse piacermi, comunque riuscirei a finirlo”.

Sì, a me capita di comprare libri che non mi piacciono, perchè mi capita di acquistare senza conoscere, senza saper nulla della trama e dell’autore.

Sono una di quelle che non esce a mani vuote da un giretto in libreria.

Se non questione di lettura, almeno cortesia nei confronti di un libraio coraggioso. Chè si sa, oggi fare i librai è un mestiere da braveheart.

Ma dicevo, L’arminuta mi è stato regalato. E quindi si è imposto alla mia attenzione che aveva rifiutato di considerarlo quando mi era saltato agli occhi dagli scaffali della Feltrinelli o della Mondadori.

La protagonista, soprannominata da tutti l’arminuta cioè la ritornata, è un’adolescente sradicata dalla famiglia affidataria e riportata a madre, padre e fratelli biologici. Dal mare alla montagna, dall’agio alla povertà e all’arretratezza.

Nella nuova famiglia, l’arminuta trova una madre che sembra non volerla più e una sorella minore che sembra invece volerla molto.

I fratelli non ne comprendono la provenienza, nè il ruolo. La accettano senza mai realmente accoglierla.

Scopriremo come prosegue la storia quando l’arminuta verrà a conoscenza del perché Adalgisa, sua madre adottiva, decide di riportarla a quella d’origine.

Non sempre le cose sono come sembrano e la protagonista lo scoprirà presto, a sue spese.

Bello il lessico della Di Pietrantonio che rispecchia in pieno la storia, lo stile, le atmosfere del racconto.
Belle anche le contaminazioni dialettali che rendono più reale le scene descritte, soprattutto quelle che riguardano la famiglia d’origine.

Personaggio chiave: Adriana, la sorella minore della protagonista.

Le spiegherà come sopravvivere in un ambiente lontano anni luce da quanto lei ha conosciuto fino a quel momento. Diventeranno amiche, loro malgrado. E si ameranno come sorelle.

Terzo romanzo in ordine di tempo, dopo Mia madre è un fiume (Elliot 2011) e Bella mia (Elliot 2014), L’Arminuta segna la definitiva consacrazione per Donatella di Pietrantonio, scrittrice per passione, dentista pediatrica di professione.

L’immagine scelta per la copertina è opera di Anka Zhuravleva, fotografa russa.

La protagonista è una giovanissima donna che potrebbe essere europea o sudamericana:  lentiggini, sguardo deciso, atteggiamento ammaliante.

Forse ha contribuito alla fortuna del romanzo, regalando alla storia il volto di una protagonista che immaginiamo proprio così.

Listening: La bestia nel grano – Vinicio Capossela

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